Pubblicato il Novembre 12, 2024

Svuotare il conto a fine anno non serve a nulla: abbassare l’ISEE richiede un’architettura patrimoniale strategica, non trucchi dell’ultimo minuto.

  • La chiave è convertire la liquidità “dannosa” (conti correnti) in patrimonio “neutro” o vantaggioso (Titoli di Stato, fondi pensione).
  • Per eventi imprevisti come la perdita del lavoro, l’ISEE Corrente è uno strumento potente da attivare immediatamente.
  • L’ingegneria del nucleo familiare, come la residenza autonoma per uno studente, può generare migliaia di euro di benefici netti.

Raccomandazione: La mossa più efficace è analizzare la propria situazione patrimoniale e familiare non per come appare oggi, ma per come può essere legalmente ristrutturata in ottica ISEE. Agire sul tempismo e sulla struttura è più importante che agire sull’importo.

Ti è mai capitato di consultare il tuo modello ISEE e scoprire di essere “fuori” per poche centinaia di euro? Quella sensazione di frustrazione nel vedere sfumare l’azzeramento della retta dell’asilo nido, lo sconto sulle tasse universitarie o il bonus bollette per un valore che sembra quasi una beffa. È una situazione comune a migliaia di famiglie italiane, intrappolate in una “terra di mezzo” dove si è troppo “ricchi” per gli aiuti, ma non abbastanza per vivere serenamente senza.

La reazione istintiva, spesso alimentata da consigli sentiti al bar, è quella di cercare soluzioni rapide e apparentemente intelligenti. La più famosa è senza dubbio la “corsa al prelievo” prima del 31 dicembre, nella convinzione che presentare un saldo basso a fine anno possa magicamente abbassare l’ISEE. Purtroppo, non funziona così. Il sistema ISEE è più complesso e, per fortuna, offre strumenti legali molto più efficaci e strutturati per ottimizzare la propria posizione.

Ma se la vera chiave non fosse nascondere la liquidità, ma trasformarla? Se invece di focalizzarsi su trucchi dell’ultimo minuto, si adottasse una visione da consulente strategico? Questo articolo non ti darà una lista di espedienti, ma ti guiderà in una vera e propria riprogettazione del tuo patrimonio e del tuo nucleo familiare. Imparerai a pensare in termini di “architettura patrimoniale” e “ingegneria del nucleo”, due concetti fondamentali che i consulenti CAF utilizzano per ottimizzare lecitamente ogni parametro dell’Indicatore.

Affronteremo insieme le strategie più efficaci, sfatando miti e analizzando le opportunità concrete, dalle nuove norme sui Titoli di Stato all’impatto strategico di un mutuo. L’obiettivo è fornirti gli strumenti per prendere decisioni calcolate, trasformando il tuo ISEE da un numero da subire a una variabile da gestire strategicamente.

Per navigare attraverso queste strategie in modo chiaro e strutturato, abbiamo organizzato l’articolo in sezioni specifiche. Ognuna affronta un aspetto cruciale dell’ottimizzazione ISEE, fornendo dati, esempi concreti e piani d’azione.

Perché svuotare il conto corrente al 31 dicembre non serve ad abbassare l’ISEE come credi?

È il mito più duro a morire: “Svuoto il conto prima di Capodanno, così l’ISEE si abbassa”. Questa convinzione, tanto diffusa quanto errata, ignora il meccanismo fondamentale del calcolo ISEE. L’Agenzia delle Entrate non considera solo il saldo del conto al 31 dicembre dell’anno di riferimento (due anni prima della DSU), ma anche, e soprattutto, la giacenza media annua. Ai fini del calcolo, viene sempre utilizzato il valore più alto tra i due. Pertanto, prelevare una grossa somma a fine dicembre è un’azione totalmente inutile se la giacenza media durante l’anno è stata superiore.

Questo meccanismo è stato introdotto proprio per evitare manovre elusive dell’ultimo minuto. L’obiettivo del legislatore è avere una fotografia realistica, e non estemporanea, della capacità economica del nucleo familiare. Pensare di “ingannare” l’algoritmo con un singolo movimento è una perdita di tempo ed energie. La vera ottimizzazione richiede un’architettura patrimoniale pensata sul lungo periodo.

La strategia corretta non è nascondere la liquidità, ma trasformarla. Invece di farla “sparire” per pochi giorni, l’approccio vincente consiste nel convertire il denaro fermo sul conto corrente, che incide pesantemente sull’ISEE, in strumenti finanziari che godono di un trattamento di favore. Questa pianificazione, che vedremo nel dettaglio, è il primo passo per una gestione strategica del proprio patrimonio.

Confronto giacenza media vs saldo al 31/12 nel calcolo ISEE
Parametro Giacenza media annua Saldo al 31/12 Valore utilizzato ISEE
Esempio famiglia tipo 40.000€ 5.000€ (prelievo pre-31/12) 40.000€ (il maggiore)
Impatto ISEE +8.000€ su ISEE finale Irrilevante se inferiore Si usa sempre il più alto
Strategia legale Investire in BTP/fondi pensione Inefficace Riduzione fino a 10.000€

Le vere leve per ridurre l’impatto del patrimonio mobiliare sono altre e agiscono sulla struttura stessa dei tuoi risparmi. Invece di svuotare il conto, considera queste opzioni legali:

  • Convertire liquidità in BTP o Buoni Fruttiferi Postali: Con la nuova normativa, fino a 50.000€ investiti in questi strumenti sono completamente esclusi dal calcolo ISEE.
  • Versare in fondi pensione complementari: Gli importi versati (fino a un massimo di circa 5.300€ annui) non solo sono esclusi dal patrimonio ai fini ISEE, ma sono anche deducibili dal reddito IRPEF.
  • Pianificare grandi spese: Se hai in programma acquisti importanti (auto, ristrutturazioni), effettuarli entro la fine dell’anno può abbassare la giacenza media dell’anno in corso, con un effetto reale sull’ISEE futuro.

Queste non sono “furbate”, ma scelte di pianificazione finanziaria intelligenti che allineano i tuoi obiettivi di risparmio con l’ottimizzazione per l’accesso alle prestazioni sociali.

Come aggiornare l’ISEE in corso d’anno se hai perso il lavoro per ottenere subito gli aiuti?

L’ISEE ordinario fotografa la situazione economica di due anni prima. Ma cosa succede se la tua situazione cambia drasticamente oggi? Una perdita di lavoro, un calo significativo del fatturato o la fine di un trattamento assistenziale possono rendere l’ISEE ordinario obsoleto e ingiustamente penalizzante. Per questo esiste l’ISEE Corrente, uno strumento fondamentale che permette di aggiornare l’indicatore sulla base dei redditi degli ultimi 12 (o 2) mesi, riflettendo la reale condizione economica attuale.

Non attendere la scadenza naturale della DSU. Richiedere l’ISEE Corrente è un diritto e una mossa strategica cruciale. Permette di accedere immediatamente a bonus e agevolazioni che altrimenti sarebbero preclusi. La differenza può essere enorme, trasformando un ISEE “medio” in un ISEE “basso” e sbloccando migliaia di euro di aiuti.

Studio di caso: Famiglia di 3 persone: da ISEE ordinario 28.000€ a ISEE Corrente 14.000€

Una famiglia con un ISEE ordinario di 28.000€, a seguito della perdita del lavoro di uno dei componenti, può richiedere l’ISEE Corrente. Questo viene calcolato sui redditi più recenti, portando il nuovo valore a 14.000€. Con questo nuovo indicatore, la famiglia ottiene l’accesso a: Assegno Unico maggiorato (+143€/mese per figlio), Bonus bollette automatico (circa 200€/anno) e la Carta Dedicata a Te (500€ una tantum). Il vantaggio economico totale supera i 2.500€ annui. È fondamentale ricordare che l’ISEE Corrente ha una validità di soli 6 mesi e deve essere rinnovato per mantenere i benefici.

Per attivare questa procedura, è necessario presentare la documentazione che attesti il cambiamento della situazione lavorativa o reddituale. Agire con timing strategico è essenziale per massimizzare i benefici. La richiesta va presentata il prima possibile dopo l’evento che ha modificato la situazione.

Professionista italiano al CAF con documenti per ISEE corrente

Preparare correttamente i documenti è il passo fondamentale per una pratica veloce e senza intoppi. Un consulente di un CAF può assisterti nella compilazione e nell’invio, assicurando che tutto sia in ordine per ottenere il ricalcolo nel minor tempo possibile. Non sottovalutare questo strumento: è una delle leve più potenti per adeguare il tuo ISEE alla realtà.

Il tuo piano d’azione per l’ISEE Corrente 2025: i documenti da preparare

  1. Lavoratori dipendenti licenziati: Raccogli la lettera di licenziamento, la Certificazione Unica (CU) degli ultimi 12 mesi e il modello di richiesta NASPI già presentato all’INPS.
  2. Lavoratori autonomi (calo >50%): Prepara le dichiarazioni IVA trimestrali che dimostrino il calo di fatturato e richiedi una certificazione specifica al tuo commercialista.
  3. Perdita trattamenti INPS: Recupera la comunicazione ufficiale di cessazione della prestazione (es. fine NASPI) e un estratto conto contributivo aggiornato.
  4. Verifica delle tempistiche: Presenta la domanda entro 2 mesi dall’evento avverso per massimizzare la possibilità di ottenere benefici con effetto retroattivo.
  5. Consulenza finale: Fissa un appuntamento al CAF con tutti i documenti per una verifica finale e per la presentazione telematica della DSU aggiornata.

L’errore di tenere la residenza coi genitori che fa schizzare l’ISEE dello studente lavoratore

Per uno studente universitario che inizia a lavorare, mantenere la residenza nel nucleo familiare dei genitori può sembrare la scelta più semplice e logica. In realtà, dal punto di vista dell’ISEE, è spesso un errore strategico che costa migliaia di euro. Quando lo studente fa parte del nucleo dei genitori, il suo ISEE viene calcolato sommando i redditi e i patrimoni di tutti i componenti. Anche con un reddito da studente-lavoratore basso, l’indicatore finale risulterà probabilmente alto a causa del reddito dei genitori, precludendo l’accesso a tasse universitarie ridotte, borse di studio e alloggi.

La soluzione è l’ingegneria del nucleo familiare: creare un nucleo familiare autonomo. Per essere considerato tale, uno studente deve soddisfare due condizioni: avere una residenza diversa da quella dei genitori da almeno due anni e possedere un’adeguata capacità di reddito (generalmente intorno ai 9.000€ annui, ma il valore può variare). Se queste condizioni sono rispettate, lo studente può presentare una DSU per un nucleo a sé stante, basato unicamente sul suo (basso) reddito e patrimonio.

Questa mossa strategica può abbattere drasticamente l’ISEE, aprendo le porte a un mondo di agevolazioni. I dati aggregati confermano questa enorme opportunità mancata: solo il 23% degli studenti fuori sede costituisce nucleo autonomo ai fini ISEE, perdendo in media benefici per 4.500€ ogni anno. La spesa per un affitto, che a prima vista sembra solo un costo, può in realtà generare un vantaggio economico netto molto superiore, come dimostra l’analisi seguente.

Analisi costo-beneficio residenza autonoma per studenti
Voce di costo/beneficio Con residenza genitori (ISEE 35.000€) Residenza autonoma (ISEE 8.000€) Differenza annua
Tasse universitarie 2.800€/anno 800€/anno -2.000€
Borsa di studio regionale Non idoneo 5.200€/anno +5.200€
Affitto stanza (nuovo costo) 0€ 3.600€/anno -3.600€
Vantaggio netto +3.600€/anno

Valutare questa opzione non è solo una questione burocratica, ma una vera e propria decisione di investimento sulla propria carriera universitaria. Il costo dell’affitto si trasforma in una leva per accedere a risorse economiche che possono fare la differenza nel percorso di studi.

Come funziona la nuova norma che esclude i Titoli di Stato fino a 50.000 € dal calcolo patrimoniale?

Questa è una delle novità più impattanti e strategiche degli ultimi anni. La Legge di Bilancio ha introdotto un’esclusione di fondamentale importanza: i Titoli di Stato italiani e i prodotti di risparmio postale (come Buoni Fruttiferi Postali e Libretti) non concorrono alla formazione del patrimonio mobiliare ai fini ISEE, fino a un limite massimo di 50.000 euro per nucleo familiare. Questa non è una piccola modifica, ma un cambio di paradigma nell’architettura patrimoniale per le famiglie.

In pratica, una famiglia può possedere fino a 50.000 euro in BTP, BOT o Buoni Postali senza che questo importo influenzi minimamente il valore del suo ISEE. La liquidità ferma su un conto corrente, che viene calcolata al 100% (e pesa per il 20% sull’indicatore finale), può essere “trasformata” in un patrimonio fiscalmente produttivo ma “invisibile” ai fini delle prestazioni sociali agevolate. Questa mossa, da sola, può ridurre l’ISEE di migliaia di punti.

L’impatto è notevole. Si stima che l’esclusione di BTP e BOT possa ridurre l’ISEE di circa 10.000€ per una famiglia media con 60.000€ di liquidità, spostando una parte significativa di questo importo in Titoli di Stato. Questa riduzione può essere la chiave per rientrare nelle soglie di accesso a decine di bonus.

Coppia italiana analizza investimenti in titoli di stato per ottimizzare ISEE

È fondamentale comprendere come applicare questa norma. L’attuazione completa della misura è in corso e i nuovi modelli DSU la integreranno progressivamente. Ecco i passaggi pratici da conoscere:

  • Nuovo modello DSU: A partire dal 2025, i nuovi moduli per la Dichiarazione Sostitutiva Unica dovrebbero recepire automaticamente questa esclusione. Sarà sufficiente dichiarare il possesso dei titoli, e il sistema non li conteggerà fino alla soglia prevista.
  • Titoli inclusi: La norma si applica a BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), BOT (Buoni Ordinari del Tesoro), CCT (Certificati di Credito del Tesoro), Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio Postale.
  • Limite per nucleo: Attenzione, il limite di 50.000€ è cumulativo per l’intero nucleo familiare, non per ogni singolo componente.

Questa strategia rappresenta un’opportunità eccezionale per le famiglie che hanno una certa liquidità e si trovano a ridosso delle soglie ISEE.

Quanto incide la prima casa di proprietà con mutuo residuo sul valore finale dell’ISEE?

La prima casa di proprietà è un elemento che spesso spaventa le famiglie quando si parla di ISEE. Il suo valore (ai fini IMU) rientra nel patrimonio immobiliare e può far lievitare l’indicatore. Tuttavia, esiste una leva potentissima per mitigarne l’impatto: il capitale residuo del mutuo. Questo non è un semplice debito, ma un vero e proprio “scudo” strategico che abbatte il valore patrimoniale della casa nel calcolo ISEE.

Il meccanismo è il seguente: dal valore IMU della prima casa, si sottrae l’importo più alto tra la franchigia fissa (attualmente 52.500 €) e il capitale residuo del mutuo ancora da pagare al 31 dicembre di due anni prima. Questo significa che se il tuo mutuo residuo è superiore a 52.500€, è quest’ultimo che verrà sottratto, riducendo drasticamente la base imponibile. Sul valore così ottenuto, si applica poi un’ulteriore riduzione a due terzi. È quello che possiamo definire il paradigma del valore residuo: il debito “buono” del mutuo lavora a tuo favore.

Questa regola ha un impatto enorme, specialmente nei primi anni dopo l’acquisto, quando il capitale residuo è ancora molto alto. Un mutuo importante, paradossalmente, può rendere il valore della prima casa quasi ininfluente ai fini ISEE.

Calcolo pratico: casa da 120.000€ con mutuo residuo 90.000€

Consideriamo una casa con valore IMU di 120.000€ e un capitale residuo del mutuo di 90.000€. Per il calcolo ISEE, si sottrae dal valore dell’immobile il maggiore tra la franchigia (52.500€) e il mutuo residuo (90.000€). Quindi, il calcolo sarà: 120.000€ – 90.000€ = 30.000€. Di questo importo, si considera solo una frazione (i 2/3), ovvero 20.000€. Questo valore, ponderato con la scala di equivalenza, avrà un impatto sull’ISEE finale di circa +4.000€. In assenza del mutuo, l’impatto sarebbe stato quasi tre volte e mezzo superiore, circa +13.400€.

È quindi fondamentale non solo avere un mutuo, ma anche dichiararlo correttamente nella DSU. Un errore o una dimenticanza in questo campo può costare caro. Bisogna assicurarsi di inserire l’importo esatto del capitale residuo (non le rate pagate!) nel Quadro FC3 della DSU. In caso di errore, è possibile presentare una DSU rettificativa per ricalcolare l’ISEE e non perdere i benefici.

Conto corrente a zero spese reali: come evitare i costi nascosti nell’estratto conto?

Un conto corrente “a zero spese” è un’ottima scelta per la gestione quotidiana, ma ai fini ISEE può nascondere un costo invisibile ma pesante. Anche se non paghi canone o commissioni, la liquidità che vi depositi viene interamente conteggiata nel patrimonio mobiliare, facendo aumentare l’indicatore. Un conto a zero spese con una giacenza media importante può essere la causa principale di un ISEE troppo alto.

La soluzione non è chiudere il conto, ma applicare una strategia di “architettura patrimoniale” multi-livello. Invece di concentrare tutta la liquidità su un unico conto a proprio nome, è possibile diversificare per ottimizzare l’impatto. Due strategie sono particolarmente efficaci:

  1. Cointestazione del conto: Intestare un conto corrente a due persone (ad esempio, tu e un genitore che non fa parte del tuo nucleo familiare) dimezza di fatto l’impatto sull’ISEE. Ai fini del calcolo, si considera solo il 50% della giacenza media e del saldo, poiché l’altra metà è attribuita all’altro intestatario. Questa semplice mossa burocratica può ridurre significativamente il patrimonio mobiliare di pertinenza del tuo nucleo. Analisi di settore mostrano che un conto zero spese con giacenza media di 30.000€ aumenta l’ISEE di 6.000€, mentre un conto cointestato dimezza l’impatto a 3.000€.
  2. Strategia multi-prodotto: Non usare il conto corrente come un deposito a lungo termine. Mantieni sul conto solo la liquidità necessaria per le spese correnti e sposta il resto su strumenti ISEE-friendly, come i Titoli di Stato (esclusi fino a 50.000€) o i fondi pensione.

Studio di caso: Strategia multi-conto per famiglia con ISEE al limite

Una famiglia con 45.000€ di liquidità e un ISEE appena sopra la soglia per i bonus decide di ristrutturare il proprio patrimonio. Mantiene 10.000€ sul conto principale. Sposta 15.000€ su un nuovo conto cointestato con un nonno (esterno al nucleo), il cui impatto sull’ISEE si dimezza a 7.500€. I restanti 20.000€ vengono investiti in BTP, che sono esclusi dal calcolo. Risultato: il patrimonio mobiliare rilevante ai fini ISEE passa da 45.000€ a soli 17.500€, con una riduzione dell’ISEE finale di circa 5.500€. Questo permette alla famiglia di accedere al bonus bollette e a una maggiorazione significativa dell’Assegno Unico.

Il conto a zero spese è uno strumento, non un salvadanaio. Usarlo strategicamente, combinandolo con la cointestazione e il dirottamento della liquidità in eccesso, è una delle tattiche più efficaci per tenere sotto controllo il patrimonio mobiliare.

La gestione della liquidità è un punto chiave. Per affinare la tua strategia, è utile approfondire come la struttura di possesso di un conto influisce sul calcolo ISEE.

Come ottenere un mutuo al 100% con la garanzia Consap senza garanti esterni?

Per molte giovani coppie o single under 36, l’acquisto della prima casa sembra un miraggio a causa dell’impossibilità di fornire l’anticipo richiesto dalla banca (solitamente il 20%). Il Fondo di Garanzia per la Prima Casa (Consap) è la soluzione che permette di superare questo ostacolo, offrendo una garanzia statale che consente alle banche di erogare mutui fino al 100% del valore dell’immobile, senza la necessità di garanti esterni come i genitori.

L’accesso a questo fondo è strettamente legato all’ISEE. Per ottenere la garanzia statale (che può arrivare fino all’80% o 90% in casi specifici), il nucleo familiare non deve superare una determinata soglia ISEE. Questo crea un circolo virtuoso: un ISEE basso non solo dà accesso a bonus e agevolazioni, ma diventa anche la chiave per ottenere la liquidità necessaria per acquistare casa. I requisiti sono chiari:

  • ISEE non superiore a 40.000€: Questa è la soglia standard per poter richiedere la garanzia statale fino all’80% dell’importo del mutuo.
  • Under 36 anni: I giovani hanno accesso prioritario e possono beneficiare di condizioni agevolate.
  • Famiglie numerose: Per i nuclei con 3 o più figli, la garanzia può essere elevata fino al 90%, a seconda delle disposizioni di legge in vigore.

Ottenere un mutuo al 100% grazie alla Consap innesca inoltre un paradosso vantaggioso in ottica ISEE per gli anni successivi.

Il paradosso vantaggioso del mutuo 100% per giovani coppie

Una coppia under 36 con un ISEE di 38.000€ ottiene un mutuo di 200.000€ al 100% grazie alla garanzia Consap per acquistare la prima casa. L’anno successivo, nella nuova DSU, il valore della casa (200.000€) viene quasi azzerato dal debito residuo del mutuo (circa 195.000€). Di conseguenza, il loro ISEE, nonostante siano diventati proprietari di un immobile, crolla a 22.000€. Questo nuovo ISEE basso dà loro accesso al bonus asilo nido pieno (3.600€/anno), al bonus bollette (circa 500€/anno) e a una maggiorazione dell’Assegno Unico (+100€/mese). Il risparmio totale annuo supera i 5.000€, più del costo degli interessi del mutuo per il primo anno.

Questa strategia dimostra come una corretta pianificazione e la conoscenza degli strumenti a disposizione possano trasformare un grande investimento, come l’acquisto di una casa, in una leva per migliorare la propria situazione economica complessiva, anziché peggiorarla.

Sfruttare il fondo Consap è una grande opportunità. Per capire se rientri nei requisiti, è importante conoscere le soglie ISEE precise e la documentazione richiesta.

Da ricordare

  • Il mito da sfatare: Svuotare il conto a fine anno è inutile. La giacenza media annua è il dato che conta, e il sistema considera sempre il valore più alto tra i due.
  • La strategia chiave: La vera ottimizzazione consiste nel convertire la liquidità “ISEE-pesante” (conti correnti) in patrimonio “ISEE-leggero” (BTP, Buoni Postali, fondi pensione).
  • Il potere del debito “buono”: Il capitale residuo del mutuo sulla prima casa è uno scudo potentissimo che abbatte il valore patrimoniale immobiliare nel calcolo ISEE.

BTP Italia o BTP Valore: quale titolo patriottico protegge meglio i tuoi risparmi dal carovita?

Ora che abbiamo stabilito che investire in Titoli di Stato è una delle strategie più potenti per abbattere legalmente l’ISEE, la domanda successiva è: quale scegliere? Tra i più popolari per i piccoli risparmiatori ci sono il BTP Italia e il BTP Valore. Entrambi sono “titoli patriottici” pensati per il mercato retail ed entrambi beneficiano dell’esclusione fino a 50.000€ dal calcolo ISEE. Tuttavia, presentano caratteristiche diverse in termini di protezione dall’inflazione e struttura dei rendimenti.

Il BTP Italia è lo strumento per eccellenza per chi cerca una protezione diretta dal carovita. Il suo rendimento è composto da un tasso fisso minimo garantito a cui si aggiunge una componente variabile indicizzata all’inflazione italiana (misurata dall’indice FOI). Questo significa che se i prezzi salgono, anche le cedole e la rivalutazione del capitale aumentano di conseguenza. È la scelta ideale in periodi di alta e incerta inflazione.

Il BTP Valore, invece, offre una struttura a cedole fisse crescenti nel tempo (il cosiddetto “meccanismo step-up”). Non offre una protezione diretta dall’inflazione come il BTP Italia, ma garantisce un flusso di cassa certo e prevedibile. Spesso include un premio fedeltà extra per chi lo detiene fino a scadenza, rendendolo interessante per chi ha un orizzonte temporale definito e preferisce la stabilità dei rendimenti nominali. Secondo i dati del MEF sul collocamento retail dei titoli di Stato, nel 2025 si stima che oltre 2,3 milioni di famiglie abbiano spostato liquidità in BTP per beneficiare dell’esclusione ISEE, con un risparmio medio di 2.800€ in bonus recuperati.

BTP Italia vs BTP Valore: confronto per ottimizzazione ISEE
Caratteristica BTP Italia BTP Valore Impatto ISEE
Protezione inflazione Indicizzata FOI Cedola fissa + premio fedeltà Entrambi esclusi fino 50k€
Durata media 4-8 anni 4-6 anni Minore durata = maggior liquidità
Premio fedeltà 0,4% a scadenza 0,5-1% intermedio Non impatta calcolo ISEE
Rendimento ISEE-adjusted +2,5% reale +3% con benefici ISEE Fino a +5.000€ bonus/anno

La scelta tra i due dipende quindi dal tuo profilo di rischio e dalle tue aspettative sull’andamento futuro dei prezzi. Entrambi, comunque, rappresentano una soluzione enormemente più efficiente, in ottica ISEE, rispetto al lasciare i risparmi fermi sul conto corrente. Rappresentano il punto d’arrivo di un’architettura patrimoniale intelligente: far lavorare i propri soldi per sé, proteggendoli dall’inflazione e, allo stesso tempo, massimizzando l’accesso al welfare state.

Per mettere in pratica questi consigli e ottenere un’analisi personalizzata della tua situazione, il passo successivo consiste nel richiedere una consulenza specifica presso un CAF o un professionista qualificato, portando con te la documentazione patrimoniale e reddituale aggiornata.

Scritto da Giulia Moretti, Dottore Commercialista e Revisore Legale con 15 anni di esperienza nella consulenza fiscale per privati e PMI. Specializzata in pianificazione fiscale, dichiarazione dei redditi (730/Unico) e gestione delle detrazioni d'imposta.